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Redditi esteri

Borse di studio da organizzazioni internazionali: vanno dichiarate nel 730?

5 min di lettura

Hai ricevuto una borsa di studio da un'organizzazione internazionale (ONU, FAO, UNESCO, Commissione Europea, EUI, programma Erasmus+ o Marie Skłodowska-Curie) e ti chiedi se devi inserirla nel 730 precompilato? Nella maggior parte dei casi la risposta è no: queste somme sono esenti da IRPEF in base a norme specifiche o ad accordi internazionali. Ma attenzione: l'esenzione non è automatica per qualsiasi borsa estera. Vediamo i casi più frequenti.

AttenzioneL'esenzione non dipende dal fatto che l'ente sia 'estero', ma da una norma di legge italiana o da un accordo internazionale ratificato dall'Italia che la preveda espressamente. In caso di dubbio, conserva la documentazione e, se necessario, presenta un interpello all'Agenzia delle Entrate.

1. Borse Erasmus+ e mobilità UE: esenti

Le borse erogate nell'ambito del programma Erasmus+ (mobilità per studio, tirocinio, formazione) sono esenti da IRPEF ai sensi dell'art. 1, comma 50, della Legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016). Non vanno indicate nel 730. Stesso trattamento per le integrazioni regionali e statali al contributo Erasmus+.

2. Borse Marie Skłodowska-Curie: esenti

Le borse di mobilità del programma europeo Marie Skłodowska-Curie sono esenti da IRPEF in base alla stessa norma (L. 208/2015, art. 1 c. 50). Vale sia per i ricercatori in ingresso in Italia sia per gli italiani all'estero, limitatamente alla quota erogata nell'ambito del programma.

3. Borse e stipendi di organizzazioni intergovernative (ONU, FAO, UNESCO, OCSE, CERN...): di norma esenti

Le somme erogate da organizzazioni internazionali con cui l'Italia ha sottoscritto un accordo di sede o un protocollo sui privilegi e immunità sono generalmente esenti, perché tali accordi prevedono espressamente l'esenzione fiscale per gli emolumenti corrisposti al personale e ai borsisti. È il caso, ad esempio, del CERN: in forza del Protocollo sui privilegi e immunità dell'Organizzazione (ratificato in Italia con L. 102/2006), stipendi, indennità e borse pagati direttamente dal CERN ai propri funzionari, fellow e associate sono esenti da imposte sul reddito negli Stati membri, Italia inclusa, e non vanno indicati nel 730. Lo stesso principio vale per ONU, FAO, UNESCO, OCSE, EUI e simili: l'Agenzia delle Entrate, con la Risposta a interpello n. 173/2020, ha confermato l'esenzione per una borsa erogata da un'organizzazione intergovernativa a un residente in Italia, qualificandola come reddito assimilato a lavoro dipendente (art. 50 c. 1 lett. c TUIR) ma non imponibile in forza dell'accordo internazionale. Attenzione a due limiti: (a) l'esenzione vale solo per le somme pagate direttamente dall'organizzazione, non per compensi paralleli erogati da università o enti italiani; (b) per la riserva di progressività, questi redditi possono comunque concorrere a determinare l'aliquota IRPEF applicabile ad altri redditi italiani eventualmente posseduti.

4. Borse erogate da università o enti privati esteri: caso per caso

Una borsa pagata da un'università straniera o da una fondazione privata estera NON è automaticamente esente. Se sei residente fiscale in Italia, di regola si applica il principio del worldwide income e il reddito va dichiarato nel Quadro D (rigo D5, codice 5 per le borse di studio), salvo che esista una specifica norma di esenzione o una convenzione contro le doppie imposizioni che attribuisca la tassazione esclusiva all'altro Stato.

5. Cosa fare in pratica nel 730 precompilato

Se la tua borsa rientra in uno dei casi esenti (Erasmus+, Marie Curie, organizzazioni intergovernative con accordo): non inserire nulla nel 730 e conserva il bando, il contratto e le ricevute di pagamento per almeno 5 anni. Se invece la borsa è imponibile, indicala nel Quadro D, rigo D5, con il codice 5. Conserva sempre la documentazione: in caso di controllo formale ti verrà richiesta per dimostrare la fonte e la natura del reddito.

6. Quando conviene comunque chiedere conferma

Se la borsa supera i 10.000 euro/anno, se l'ente erogatore non rientra chiaramente tra le organizzazioni intergovernative, o se hai ricevuto somme a titolo misto (parte borsa, parte compenso per attività di ricerca), valuta un interpello all'Agenzia delle Entrate o una consulenza puntuale: l'errore in dichiarazione su redditi esteri viene sanzionato in modo più pesante rispetto agli errori 'interni'.

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